Fabriano città della carta
Provincia: Pesaro e Urbino
Nome abitanti: fabrianesi

Fabriano è nota per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella seconda metà del XIII secolo.
È, oltre a Bologna, l’unica città italiana appartenente alle Città creative dell’UNESCO; nel 2013 è stata inserita nella categoria Artigianato e Arti popolari, titolo riconosciuto soprattutto grazie alla produzione della carta fatta a mano.
COSA VISITARE: Gli edifici di architettura religiosa più significativi sono: la Cattedrale di San Venanzio, risalente al 1600 che custodisce la cappella di San Lorenzo affrescata da Allegretto Nuzi nel 1360; il complesso conventuale di San Domenico, nel cui interno (ora adibito a Museo della Carta e della filigrana) si possono ammirare i due pregevoli chiostri quattrocenteschi e la decorazione della sala capitolare dipinta intorno al 1480 da Antonio da Fabriano; la chiesa di San Filippo, la chiesa di San Biagio e San Romualdo, nella cui cripta è conservato il sarcofago marmoreo con le reliquie di San Romualdo, fondatore dell’Ordine Camaldolese, morto nel territorio comunale; la chiesa di Sant’Agostino, di fabbrica tardo-duecentesca, impreziosita da due importanti cappelle gotiche interamente affrescate agli inizi del XIV secolo dal Maestro di Sant’Emiliano, pittore di scuola giottesca riminese; la chiesa di San Nicolò, la chiesa di San Benedetto, con preziose testimonianze figurative databili tra Cinquecento e Settecento con opere di Simone de Magistris, Orazio Gentileschi e Pasqualino Rossi.

Degni di nota sono anche l’Oratorio del Gonfalone, con uno straordinario soffitto intagliato e decorato in oro zecchino agli inizi del Seicento dallo scultore francese Leonardo Scaglia e l’Oratorio della Carità, con un prezioso ciclo affrescato dal pittore manierista urbinate Filippo Bellini.

 In località di Poggio San Romualdo sorge l’abbazia di San Salvatore in Val di Castro, risalente al Mille; in località Campodonico da non perdere è l’eremo di San Biagio in Caprile.
Nella centrale e scenografica Piazza del Comune sorge il Palazzo del Podestà, uno degli edifici di architettura tipicamente medievale, eretto a metà del Duecento; siti di architettura civile degni di nota sono: la Fontana dello

Sturinalto, commissionata nel 1285 a Jacopo di Grondolo, che s’ispirò alla Fontana Maggiore di Perugia, il Palazzo del Comune, il Loggiato San Francesco, l’ex ospedale di Santa Maria del Buon Gesù, elegante esempio di architettura tardogotica che ospita la pinacoteca Bruno Molajoli e che vanta preziosi dipinti su tavola e affreschi di Allegretto Nuzi, del Maestro di Staffolo, di Antonio da Fabriano, Ottaviano Nelli, Orazio Gentileschi e Andrea Boscoli; l’ottocentesco Teatro Gentile, impreziosito da un sipario opera del bolognese Luigi Serra.
TIPICITA’ ED EVENTI: ll rinomato salame di Fabriano, tipico salame coi lardelli marchigiano, è Presidio Slow Food e promosso dal Consorzio di Produzione e Tutela.
Nell’area è stata selezionata una razza ovina tipica, la fabrianese.
Tra i vini si segnala il Verdicchio di Matelica DOC.
A giugno si svolge il Palio di San Giovanni Battista, che si chiude con la Sfida del Maglio dove 4 fabbri, uno per ogni quartiere denominato da una delle quattro Porte cittadine, si sfidano nel forgiare una chiave.
Oltre alla sfida del Maglio, ci sono altre rievocazioni storiche nel corso della manifestazione, come i Borghi Medievali che rappresentano scene di vita medievale, il Corteo Storico e i Giochi Popolari che comprendono gare di tiro alla fune, la corsa con i trampoli, la corsa con le brocche ed il torneo degli Arcieri.
Dal 2009 la città a fine maggio ospita Poiesis, un festival che promuove e valorizza la poesia, integrata con altre forme d’arte.